IL CINEMA NELLA REALTA'

Può il cinema cambiare, migliorare, almeno scalfire, il monolite roccioso e gommoso della Realtà: incidere sulla dimensione civile, “politica” dell’esistenza? A cosa, a chi, serve un altro Festival, l’ennesima rassegna cinematografica? Le tematiche ambientali, ecologiche, animaliste, alimentari sono da decenni un tema scottante costantemente esplorato dall’interesse dei media, delle associazioni, degli studi scientifici e puntualmente evaso dalle leggi parlamentari, dalle direttive governative ma anche dalle abitudini quotidiane del mondo evoluto, capitalista. Oggi queste tematiche si stanno imponendo anche nei settori più reazionari, più indifferenti, più ostici all’estremismo dei gruppi attivisti ma anche al buon senso di qualunque cittadino del mondo che percepisce tangibilmente l’effetto serra, l'esaurirsi delle risorse petrolifere, l’aumento di diverse patologie o il deteriorarsi della genuinità del cibo. L’EcoFilmFestival, giunto alla sua quarta edizione, da sempre ha appoggiato la diffusione attraverso gli strumenti del film, del documentario, del cortometraggio, delle tematiche legate all’ambiente. Da quest’anno, però, l’EcoFilmFestival vuole essere non più una rassegna sull’ambiente ma nell’ambiente. Essere dentro la Realtà, rivalutare location naturali ignorate, dimenticate, sottovalutate da una collettività riportata a fruirle grazie ad un evento come questo, che si stacca dall’ambientazione tradizionale degli incontri cinematografici. La sala, l’arena, il teatro, lasciano spazio al bosco, alla spiaggia, all’erta montana, al lago, come scenari o scenografie naturali, meravigliose, delle immagini che prendono vita sullo schermo. Luoghi di grande impatto visivo ed emozionale, spazi ancora incontaminati acquisiranno allora il valore di mondi da salvare finché si è ancora in tempo, ammoniti dalle storie inquietanti o struggenti che il cinema ambientalista ci racconta. Se il Neorealismo storico ci traumatizzava catarticamente, ricordandoci gli orrori della guerra, della povertà e della meschinità umana dopo il disastro bellico; un nuovo Neorealismo ambientale ci può aiutare ad evitare o ad affrontare con più lucida consapevolezza un ipotetico disastro ecologico prossimo venturo. Che può portare povertà, fame, malattie, disastri naturali, morte. Ma che forse può essere ancora evitato, che l’umanità può ancora rimandare, annullare. E, proprio nel nome di questo Neorealismo ambientale, che l’EcoFilmFestival vuole fare un ulteriore passo avanti verso la Realtà, verso la Società. Tornare ad occuparsi di un cinema sia come arte, ma anche come fruizione, che sia attivo, combattente, interessato a migliorare il luogo ed il tempo in cui siamo immersi. Evidentemente le possibilità di incisione di questa rassegna saranno limitate, locali, minime ma possono egualmente essere esemplari, simboliche, archetipiche per la germinazione di altri eventi simili e di altri più grandi che potranno pantografare l’esperienza dell’EcoFilmFestival. Ecco allora che questa quarta edizione diventa un esperimento pilota, un format. Intanto la scelta della location dell’evento: un’isola ecologica, versione ambientalmente corretta, gestibile, strutturalmente “sana”, della discarica abusiva, dei cumuli di rifiuti inceneriti, della immondizia mal gestita o abbandonata casualmente sul ciglio delle provinciali. Una location provocatoria, una scelta espressionista, teatrale. Proiettare film in un luogo maledetto, reietto, simbolo del degrado e delle inefficienze pubbliche, come i recenti disagi in Campania stanno mostrando. Ed invece, l’EcoFilmFestival, “raccontando” con il cinema la sua visione del mondo, vuole dimostrare che un altro modo di pensare è possibile. Che la discarica può diventare un luogo di cultura e che l’isola ecologica di Valle Scurella – esempio di un’amministrazione illuminata – abbia meritato, alla fine di un percorso di recupero del sito e di costruzione dell’impianto, una inaugurazione d’onore fatta di film e di pubblico che le dà il benvenuto nel novero delle opere d’utilità sentite, percepite come determinanti dalla comunità. Ogni anno, l’EcoFilmFestival vorrà contribuire al recupero, alla valorizzazione ed alla pubblicizzazione di un sito degradato, deturpato, inquinato. Riabilitazione ambientale che vedrà come momento culmine, finale, lo spettacolo cinematografico. Il cinema come passaggio del testimone dalla fase del risanamento a quella collettiva della fruizione del luogo. Ecco allora che il cinema diventa motore per cambiare la realtà, il paesaggio, la società. Ecco allora che il cinema che incide, che è dentro le cose, si lega in modo molto più stretto con la vita delle persone. Continuare ad essere la fabbrica dei sogni, certo, ma provare anche ad essere la fabbrica delle cose. Promuovere e sostenere il recupero o l’ideazione e la realizzazione ex novo di qualcosa che prima era marginale, distrutto, lesionato, inesistente e restituirlo intatto, aggiustato, curato alle cittadinanze. E, sicuramente, oggi quello che c’è di più deteriorato, compromesso è l’ambiente, la flora, la fauna, il cibo che mangiamo, l’aria che respiriamo, l’acqua che potrebbe sommergerci. L’EcoFilmFestival allora, in questa lotta per la salvezza del mondo non così com’era ma, almeno, così com’è, vuole essere prima ancora che un Bel Gesto, un Buon Gesto. La Bellezza è nelle opere che proietteremo, nell’operazione del Festival invece che sia la Bontà, per noi, per tutti .

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