PROGRAMMA 2007
Giovedì 13 settembre
Ore 19,30
Presentazione della manifestazione e intervento delle autorità.
A seguire:
Terre in moto
di Michele Citoni, Angela Landini, Ettore Siniscalchi, 2006, 60min.
Terre in moto
di Michele Citoni, Angela Landini, Ettore Siniscalchi, 2006, 60min.
Il terremoto in Irpinia del 1980 è stato una linea di frattura non solo tra due placche tettoniche ma probabilmente anche tra due epoche della coscienza sociale rispetto alle tematiche della difesa del territorio, della valorizzazione dei patrimoni artistici ed ambientali e delle politiche di recupero e protezione civile. Putroppo il punto a capo ha avuto una connotazione negativa. Quelle aree che prima del terremoto erano ancora latrici di valori tradizionali ben rappresentati da architetture umili ma vicine all'anima profonda, collettiva di chi le abitava; dopo il cataclisma sono state sconvolte da una ricostruzione spesso totalmente irrispettosa delle esigenze vere, dei significati simbolici anche di un povero arredo urbano; travolte da un flusso cieco di danaro che forse ha fatto iniziare lo sporco lavoro delle ecomafie nei propri castelli di rifiuti.
Ore 21,00
An inconvenient truth - Una scomoda verità
di Al Gore/Davis Guggenheim, USA, 2006, 94min.
Premio Oscar per il miglior documentario 2007
An inconvenient truth - Una scomoda verità
di Al Gore/Davis Guggenheim, USA, 2006, 94min.
Premio Oscar per il miglior documentario 2007
“Un avvertimento globale. Di gran lunga il più terrificante film che vedrai. Siamo tutti su un sottile strato di ghiaccio. Questa estate il film più spaventoso è uno in cui tu sei sia il cattivo che l’eroe.”
Queste alcune delle frasi volutamente traumatiche con cui è stato pubblicizzato An Inconvenient Truth il film-documentario Premio Oscar 2007, diretto da Davis Guggenheim, ma nato intorno alla intensa attività dell’ex vicepresidente degli Stati Uniti, durante la Presidenza Clinton, Al Gore. Da più di 15 anni Gore, si sta battendo per la sensibilizzazione a livello mondiale rispetto alle tematiche ambientaliste, incentrando il focus della sua denuncia intorno al riscaldamento climatico globale. Alle sue cause, ai suoi effetti, agli interessi ed alle ipocrisie mondiali che lo stanno generando. L’opera, interpretata dallo stesso Al Gore, è strutturata intorno al materiale utilizzato durante le conferenze tenute dall’avversario di Bush nelle elezioni del 2000. Documenti e dati che potrebbero apparire allarmistici ma che purtroppo sono solo realistici. Scomode verità che non sono bastate a frenare fortissimi interessi economici di potentati e lobbies o a far affossare il pur limitato protocollo di Kyoto per la riduzione delle emissioni dei gas serra. Una scomoda verità – il documentario dal maggior incasso di ogni tempo – è solo uno dei mezzi della battaglia multimediale intrapresa da Al Gore. Recentemente Gore ha organizzato un evento musicale mondiale in più città, con le maggiori rock star planetarie. Ma forse saranno più importanti, e di lunga durata, decisioni illuminate come quella del Regno Unito, che ha deciso di adottare il film come testo scolastico. Purtroppo un thriller ecologico che va visto con grande lucidità e senso morale per il futuro del pianeta.
Venerdì 14 settembre
Ore 19,30
Un metro sotto i pesci
di Michele Mellara e Alessandro Rossi, 2006, 58min.
Un metro sotto i pesci
di Michele Mellara e Alessandro Rossi, 2006, 58min.
Il Delta del Po' è una delle aree più suggestive del nostro paese. Paesaggio metafisico che sembra non avere limiti ai suoi confini che non siano che il cielo e le acque. Pochi lembi di verde e astrusi ed indecifrabili labirinti di canne sono gli unici punti di riferimento che però rimandano ad una natura meravigliosa ed enigmatica. Questa è anche-però-una delle poche aree in cui ancora la dimensione antropologica e quella ambientale non si sono scontrate in modo traumatico. Lame di tagliente modernità fendono tradizioni antiche trapassandole, valorizzandole, modernizzandole. Nel Delta del Po' il Mondo della Contemporaneità forse è riuscito a non snaturare troppo quello della civiltà arcaica e preindustriale rappresentata ancora dalle distese di canali, paludi, disorientanti percorsi e segreti passaggi che forse sono la strettoia della clessidra che può ribaltarci da un'epoca ad un'altra della storia umana.
Ore 21,00
Nanook l'Eschimese
di Robert Flaherty, USA, 1922, 55min.
Il primo film documentario ambientalista, muto e in bianco e nero, con la sonorizzazione live di Adriano Lanzi
Nanook l'Eschimese
di Robert Flaherty, USA, 1922, 55min.
Questo film del 1922 potrebbe essere preso come prototipo ma anche tra gli esempi più riusciti di documentario etnologico che però - data la realizzazione delle riprese in un luogo incontaminato e primordiale, selvaggio e inospitale, ancora dominato dalle forze pure della natura come sono i ghiacci artici – si pone anche come opera protoambientalista. Nanuk l’eschimese – in un epoca in cui la mobilità e le possibilità di viaggio e di esplorazione di massa erano limitatissime, diventa un racconto struggente di una vita remota, lontana nella geografia ma anche nel tempo. Come se le immagini della vita sofferta del protagonista Nanuk, provenissero direttamente da un tempo lontano, preistorico della condizione umana. Il successo commerciale del film-documentario di Flaherty, evidenzia anche la fascinazione per l’allora giovane mezzo cinematografico utilizzato quasi come la cabina di un “nature-watching” con uno schermo-fessura da cui spiare mondi realmente irraggiungibili. Altra intuizione del grande documentarista nordamericano fu quella di creare nello spettatore una profonda empatia per figure di eschimesi non generiche ma fortemente caratterizzate umanamente. Al punto che Nanuk fu chiamata una marca di gelati venduta durante gli intervalli del film. Nonostante il grandissimo successo del film, il vero Nanuk morì di fame e di freddo due anni dopo la fine delle riprese. Quasi a raccontare ancora di un tempo in cui la vita iniziò a confondersi con il suo specchio virtuale e, se nella memoria collettiva restò a lungo impressa l'icona dell’operoso eschimese, nessuno conobbe, sospettò o si interessò alla fine che fece l’uomo in carne ed ossa di cui era proiezione il fantasma cinematografico.
ADRIANO LANZI - MUSICAZIONI DEL CINEMA SILENZIOSO
Dal 2001 Adriano Lanzi si dedica ad un progetto in solo di live electronics, prevalentemente accompagnando le proiezioni di classici del cinema muto.
Le performance di musica elettronica dal vivo si avvalgono di una combinazione originale di strumenti analogici e digitali che può includere sintetizzatori, campionatori, filtri voltaggio-controllati, delays, materiali preregistrati (lettori CD) e, più raramente, oggetti amplificati. La musica include composizione e improvvisazione, e alterna momenti di sincronizzazione minuziosa con l’immagine (o alcuni elementi di essa) ad altri in cui il tempo musicale segue il tempo della narrazione, e non necessariamente quello del movimento sullo schermo. Stilisticamente, il suono può muoversi dalla minimal-techno alla musica concreta, con incursioni nella psichedelia, nell’ambient e nel rumore.
Nato a Roma nel 1972, Adriano Lanzi è chitarrista, musicista elettronico, compositore e improvvisatore. Compie i primi studi musicali (chitarra classica) con i Maestri Musumeci e Piperno, avvicinandosi poi da autodidatta ai linguaggi del jazz, del rock e delle musiche extraeuropee. Come chitarrista, ha inciso e dato concerti in gruppi afro-jazz (con il griot Siriman Pape Kanoutè, virtuoso di kora) e nell’ambito dell’improvvisazione radicale e della musica di scena (teatro). Una personale ricerca sulla natura del suono lo porta dapprima a un uso non convenzionale dell’effettistica per chitarra, e dalla metà degli anni ’90 e esplorare la strumentazione elettronica propriamente detta. Dal 2000 collabora frequentemente in studio e in concerto con Omar Sodano sia in duo che nel quartetto rock-jazz-electro El Topo (www.myspace.com/eltopogroup). Con Sodano ha pubblicato l’album LA VITA PERFETTA, nell’ottobre 2004 per l’etichetta tedesca klangbad (www.klangbad.de) di Hans Joachim Irmler (Faust). Un nuovo album (con EL TOPO) è in preparazione.
Sabato 15 settembre
Ore 19,30
13 Variazioni su un tema barocco – Ballata ai petrolieri in Val di Noto
di Alesssandro Gagliardo, Antonio Longo, Christian Consoli, 2006, 70min.
Un'esperienza di cinema dal basso
13 Variazioni su un tema barocco – Ballata ai petrolieri in Val di Noto
di Alesssandro Gagliardo, Antonio Longo, Christian Consoli, 2006, 70min.
La lotta del popolo della Val di Noto per impedire lo scempio paesaggistico e monumentale del loro territorio ad opera di trivellazioni atte alla scoperta di nuovi giacimenti petroliferi. Una lotta impari contro multinazionali americane che agiscono in una dinamica di potere globalizzato contro il quale si oppone il David frammentato ma fortemente motivato dei singoli cittadini mossi non da interessi economici ma dall'amore e dal rispetto per la propria terra e la propria storia. Il documentario nasce da una sorta di azionariato popolare che ha sovvenzionato le spese di lavorazione. Ogni singolo “socio” ha poi diritto ad una copia del dvd. Questa tecnica rivoluzionaria, democratica, può creare un meccanismo virtuoso di produzione e distribuzione che salta condizionamenti e ricatti che impedirebbero atti di sensibilizzazione e denuncia come questo. Il “manifesto” per la Val di Noto ha visto aderire anche importanti personalità della cultura per una battaglia la cui vittoria è ancora tutt'altro che certa.
Ore 21,00
Super Size Me
di Morgan Spurlock, USA, 2004, 100min.
In una serata particolare: Super Size Me vs Infoshop Formello, il prodotto locale raccoglie la sfida del colosso americano del fast food.
Super Size Me
di Morgan Spurlock, USA, 2004, 100min.
Cosa succederebbe a qualcuno che volontariamente adottasse una dieta ferrea, disciplinata e inflessibile targata McDonald’s? Colazione, pranzo e cena con il menù dettato dalla grande multinazionale del fast food, cibi e bevande il più possibilmente lontane da ogni processo alimentare genuino e controllato. La catena alimentare che si trasforma in catena di montaggio. Quali i risultati sulle analisi dei valori fisiologici di una tale massa impattante e continua di grassi, zuccheri e sostanze chimiche? E come si arriva a plagiare un’intera nazione (gli Stati Uniti) e buona parte delle abitudini nutrizionali del pianeta ed a convincere ad una scelta così autodistruttiva? Il risparmio? La velocità? La riconoscibilità del gusto? Spurlock, allievo dotato della lezione di Moore e del suo film sull’11 settembre, realizza un pamphlet accusatorio e fazioso che però ha una forza polemica molto convincente. Ma l’attenzione sulle conseguenze patologiche di un sistema capitalistico intensivo – in questo caso declinato sul tema del cibo – addirittura anticipa il Micheal Moore del recentissimo Sicko, durissimo j’accuse sulla concezione quasi darwiniana della sanità americana.
Andrete più da McDonald’s dopo aver visto il film di Spurlock? Super Size Me con la concezione suicida dell’atto nutritivo, sembra porsi come un aggiornamento adatto al nuovo secolo dell’estetizzante autodistruzione a base di raffinatissime pietanze dei protagonisti de La grande abbuffata di Marco Ferreri. Ma sono passati più di tre decenni dal capolavoro di Ferreri, e nell’autodistruzione messa in scena da Spurlock non c’è più nulla di sublime e di estetizzante. I protagonisti del lento suicidio di massa a base di hamburger e patatine, è una popolazione amorfa e facilmente controllabile, resa ottusa da una arteriosclerosi reale e metaforica. Una massa chiusa in recinti mediatici così simile alla massa di bovini e suini chiusi in recinti reali che servono a nutrirla.
Cortometraggi e spot in programmazione libera nel corso delle tre serate
Energia ai frutti di bosco
di Gruppo Mirtilli Fotovoltaici, 2007, 2 min.;
Energia ai frutti di bosco
di Gruppo Mirtilli Fotovoltaici, 2007, 2min.
Sapevate che una rossa pozione di frutti di bosco può sostituire il silicio nei rivestimenti dei pannelli solari? Sembra una favoletta ingenua o una barzelletta eppure è la bella scoperta di una recente ricerca scientifica. Sulle potenzialità in particolare dei mirtilli, questo cortometraggio costruisce una breve storia a cavallo tra fantascienza e comicità.
Carpa Diem
di Sergio Cannella, 2006, 2min., Comune di Palermo;
Carpa Diem
di Sergio Cannella, 2006, 2min., Comune di Palermo
Consumiamo le risorse idriche come se fossero inesauribili. Sprechiamo l’acqua come se fosse un bene che sempre si autorigenera. Ma il nostro pianeta è più simile ad un sistema di vasi comunicanti che ad un Vaso di Pandora. Ed è quello che cerca di insegnarci con poesia ma anche con durezza questo cortometraggio.
Il Parco di Veio, un interesse di tutti e Nel parco in sol maggiore
di Massimo D'Adamo, 2007, documentario (15 min.) e spot (2 min.), promozionali dell'Ente Regionale Parco di Veio;
Il Parco di Veio, un interesse di tutti e Nel parco in sol maggiore di Massimo D'Adamo, 2007, documentario (15 min.) e spot (2 min.), promozionali dell'Ente Regionale Parco di Veio
Il Parco di Veio ospita la location dell'EcoFilmFestival, ma quanti – anche tra chi abita nei comuni all'interno del Parco - conoscono veramente bene questo raro connubio tra Luogo della Natura e Tempo della Storia? Meraviglie di corsi fluviali che interrompono le loro chiacchiere d'acqua in dolci iati di cascatelle si alternano alle rovine romanticistiche degli antichi abitanti etruschi di quest'area. Il documentario di Massimo D'Adamo ci permette oggi di percorrere virtualmente quel gran tour nel Parco di Veio che forse troppi hanno trascurato finora.
Ecommedia sexy
di Alessio Liguori, 2007, 1min., Regione Lazio
Spot cinematografico per il consumo intelligente, con Giobbe Covatta;
Ecommedia sexy
di Alessio Liguori, 2007, 1min., Regione Lazio
Spot realizzato dall’Assessorato all’Ambiente della Regione Lazio, vede protagonista Giobbe Covatta in duplice versione Dottor Jeckill e Mister Hyde in una casa che può divenire tempio del risparmio e del rispetto ambientale oppure “ciminiera” che risucchia energia e butta fuori inquinamento. Alla fine sarà certo il Giobbe migliore a ottenere l’attenzione della sua bella nonché la salvaguardia del mondo che ospiterà il loro amore. Lo spot uscito in sala recentemente è stato seguito radiofonicamente dal “Rap di Giobb” un divertente rap sulle tematiche ambientaliste cantato dallo stesso Covatta.
Una sporca vacanza
di Cinzia Sarto, 2007, 9 min.
Una sporca vacanza
di Cinzia Sarto, 2007, 9min.
Opera di videoarte che esplora in modo originalissimo i territori stilistici di un’immagine altamente simbolica ed ironica al tempo stesso. Il meccanismo dello straniamento e della metafisica strutturano quest’opera in un congegno ad alta figurazione simbolica. Collage volutamente naif e protovirtuali rimandano ad un mondo nel quale si è superato ogni pudore ecologico in cui vaga un’umanità di nuovo pura e dimentica di sé in un Eden orribile popolato di serpenti di gomma, di mele di plastica, di montagne di cemento e di torrenti di schiuma chimica. Un MedioEden Prossimo Venturo.
Installazione di Fuoco
Performance di Paolo Buggiani

Associazione Culturale Modulus - Via Monti di Marvaiata, 38 - 00060 Formello (Roma)
